domenica 21 luglio 2019

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Collezione Privata

All’interno dello studio trova collocazione una collezione privata di quadri dell’artista Vladimiro Di Massa. La collezione fu commissionata nel 2008 direttamente dallo Studio Sarto Sieni indicando all’artista solo la tematica principale di cui trattare.

L’installazione è accompagnata da una brochure (disponibile in studio) di cui si riporta il testo che spiega ed illustra la collezione stessa.


Questa collezione è nata dalla volontà di focalizzare quante e quanto diverse sono le sfaccettature del lavoro di uno Studio Commerciale che, sulla carta, può apparire anche monotono  ripetitivo.

L’idea di raccontare lo Studio attraverso un percorso artistico nasce dalla consapevolezza che anche tra i freddi numeri di una contabilità o le asettiche parole di contratto ci sia sempre un guizzo di fantasia e genialità, come in un quadro che nel guardarlo superficialmente può apparire solo come un’accozzaglia di colori e oggetti, ma che, con un’osservazione attenta, si scopre essere pieno di ricerca, cura del particolare, significato intrinseco ed efficacia visiva.

I quadri esposti, così, altro non sono che un’espressione delle esperienze di una vita professionale maturata e sviluppatasi anche grazie al rapporto ed alla fiducia che la clientela ha sempre dimostrato negli anni.

Il destino ha poi deciso che per realizzare questo progetto fosse necessario trasformare proprio uh rapporto di lavoro in uno di amicizia. Ecco, così, che il Cliente Vladimiro Di Massa è diventato l’amico artista Vladi che, a mio personalissimo giudizio, ha reinterpretato mirabilmente il nostro pensiero trasfondendolo abilmente nelle sue opere che da oggi adornano lo Studio Sarto Sieni.

Dott. Tommaso Sarto


 
Quando Tommaso mi ha commissionato questi lavori ho avuto qualche perplessità. La principale era legata alla possibilità di riuscire a trasportare sui miei quadri i valori professionali di uno studio commerciale nel quale, apparentemente, si svolge un’attività molto lontana dal mondo dell’art. Ciò che alla fine mi ha convinto a superare questi dubbi e ad accettare quest’incarico è stato, oltre all’amicizia con Tommaso, la profonda stima che provo per le persone che animano lo studio ed in particolare per Gianni.

In questi miei lavori, quali espressioni della corrente artistica dell’Arte Informale cui mi sento legato, il quadro è considerato una superficie “reale” e non più “virtuale”, uno spazio, cioè, dove trascendere la propria sensibilità ed immaginazione. In questo spazio ho ricollocato ed assemblato visivamente un vissuto dello Studio, esaltando e caratterizzando un personaggio oppure un evento e le peculiarità del lavoro che vi si svolge ed i relativi strumenti.

La pittura diventa in questo modo testimonianza di un trascorso, registrazione di un momento di vita, quasi biografica o “testimonianza professionale” determinata dal tempo e dagli avvenimenti.

La ricerca si è basata sull’analisi cromatica della materia/colore e degli oggetti che facevano e fanno parte di questo luogo e dell’attività che in esso si svolge.

Trattasi, quindi,di “concetti” e “contenuti” di un percorso che non è solo mio, ma anche di chi li osserva perché oggettivamente ne diventa protagonista attraverso le proprie sensazioni, i propri ricordi e le esperienze della propria vita.

“Concetto” è da intendersi nel suo significato primario, cioè di rappresentazione mentale, idea, concepimento di un pensiero, attività e capacità intellettuale e culturale.

”Contenuto”, del pari, è tutto ciò che costituisce “l’essenza” di questi lavori, l’esperienza di chi ha vissuto questo studio nella sua trasformazione attraverso il tempo.

L’Arte, in generale, è materia e spirito, essere più che apparire, sequenza vitale, esplosione subitanea, libero slancio alla vita, dolore e gioia. L’arte deve, in quale modo, andare oltre e ciò che vediamo e riconosciamo poiché ritengo molto più importante quello che non si vede e che siamo in grado di percepire attraverso l’intuito ed i sentimenti.

Ecco, pertanto, il percorso e la scelta di questi lavori: far vedere alcuni oggetti per favorire il ricordo di altri e delle esperienze di ognuno di noi in una sorta di dialogo mentale tra l’osservatore ed i contenuti del quadro, lasciando comunque spazio ad una libera e soggettiva interpretazione.

François Treuffaut diceva, riferendosi all’arte, che “non bisogna fare niente che sia decorazione, ma creare sempre qualcosa che provochi un’emozione”.

Questo è stato il mio intento: provare a provocare una semplice emozione.

Vladimiro Di Massa

La Collezione

  • Thumb1

    1998

    50x50, tecnica mista, acrilici, smalti industriali, carta, gesso su legno

  • Thumb2

    GLI STRUMENTI

    50x50, tecnica mista, acrilici, smalti industriali, schede, gesso su legno

  • Thumb3

    IL CONTRATTO

    50x50, tecnica mista, acrilici, smalti industriali, corde, mattoni, gesso su legno

  • Thumb4

    IL SOLE 24 ORE

    50x50, tecnica mista, acrilici, smalti industriali, monete, carta, gesso su legno

  • Thumb5

    IL CONSULENTE DEL LAVORO

    100x100, tecnica mista, acrilici, smalti industriali, pelle, gesso su legno

  • Thumb6

    LA FIORENTINITA' 1

    68x34, tecnica mista, acrilici, smalti industriali, gesso su legno

  • Thumb7

    LA FIORENTINITA' 2

    68x34, tecnica mista, acrilici, smalti industriali, gesso su legno

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